sabato 31 luglio 2010

Churros


I Churros sono sin dal secolo XIX il dolce tipico di Madrid che si mangia a colazione o merenda nei bar o nelle case. La tradizione è mangiarli con una buona tazza di cioccolato caldo.

Per 4 persone:
300 g di farina
3 uova
1 cucchiaio di burro
1/2 l di acqua
Olio di oliva
Zucchero
Sale


Mettete in una pentola al fuoco l'acqua, il burro e un pizzico di sale. Quando inizi a bollire aggiungete la farina mescolando con un cucchiaio di legno.

Una volta la farina si sia sciolta formando un impasto secco e liscio togliete la pentola dal fuoco ed aggiungete una ad una le uova senza smettere di mescolare.

Lasciate raffreddare un po' e mettete l'impasto in una sacca a poche con l'ugello rigato. I churros possono essere dritti o chiusi a forma di lacrima. Friggette i churros in abbondante olio molto caldo facendoli arrossire da le due parti. Ritirali dal fuoco e lasciateli riposare su carta di cucina.

Una volta asciutti spolverarli con lo zucchero e servirli caldi o freddi 

venerdì 30 luglio 2010

Crema Catalana

Ecco il dolce della mia terra. Anche se gli inglesi e i francesi sostengono di conoscere un dessert similare da tempi anticchissimi, ma è possibile che l'origine di questo delicatissimo dessert sia da ricercare proprio nella Catalogna.


La si serve in coppette di terracotta, poiché lo zucchero cosparso in superficie viene caramellato con un ferro ardente chiamato "ferro de cremar" inventato a tale scopo che si appoggia nelle fiamme per qualche minuto finché diventa ardente.


























Per 4 porzioni
200 g di zucchero
7 tuorli
3/4 l di latte
1 bastoncino di cannella
scorza grattugiata di 1/2 limone




Mettete al fuoco il latte con la cannella e la scorza di limone grattugiata.


Nel frattempo sgusciate i tuorli in una ciotola e aggiungete lo zucchero, sbattendo bene il tutto con una frusta. 


Giusto quando il latte inizia a bollire togliete dal fuoco e passatelo per il collino. Versate pian piano il latte nella ciotola con la mescola dei tuorli e lo zucchero. Mettete la crema al bagno maria mescolando in continuazione fino a che il tutto inizierà ad addensarsi. 


Versate la crema in quattro pirofile piccole per che raffreddi più velocemente, e una volta fredda la copriamo con film trasparente e la mettiamo nel frigorifero.


Spargete un po' di zucchero sulla crema fredda e caramellatelo con il ferro "de cremar". Lo zucchero in superficie deve diventare duro come un sottilissimo strato di vetro, che si frantumerà mentre lo si mangia contrastando il caldo con il freddo della crema.


Per caramellare potete utilizzare una torcia di chef invece del ferro "de cremar". Come ultima opzione potete mettere la crema al grill per caramellare lo zucchero, per evitare che la crema si scaldi dovete mettere le ciotole dentro di un recipiente con acqua e ghiaccio e metterle vicine al grill molto caldo per qualche minuto.

Sangria

Penso sia quello che tutti associano alla Spagna. La sangria nacque per dissertare i giorni caldissimi del sud della Spagna (dove a volte si raggiungono anche i 50°), quindi inizialmente non è bevanda molto alcoolica. 

Questa è la ricetta originale. Non potevo non postarla.












1 lt. vino rosso di gradazione alta (13/13,5°) non necessariamente buonissimo.
2 aranci spremuti
2 limoni spremuti
5 cucchiaini di zucchero
1 cannella in rama.


Mescolate lo zucchero al vino per primo e poi aggiungete le spremute. Tagliate a cubetti 1 pesca 1 arancia e 1 limone e li lasci dentro con la canella per tutta la notte. Servitela in caraffe di terracotta insieme alla frutta.


Se si vuole che sia più alcoolica li puoi aggiungere 2 tazzine di brandy

La Sangria si serve fredda, anzi freddissima!! 

Paella Valenciana (a petizione popolare)

La Paella è il piatto nazionale di Valencia e uno dei più conosciuti della cultura culinaria spagnola. Deve il suo nome alla padella utilizzata per cucinarla, che in catalano si chiama paella. Nacque come piatto dei poveri che cucinavano le lumache con il riso e le verdure degli orti. Al contrario di quello che pensano in molti, la Paella Valenciana non contiene pesce.


Come curiosità vi dirò che Paella è la seconda parola che mi dicono quando "scoprono" che sono spagnola. La prima è Hola, la seconda Sangria.
















Per 8 persone
750 g di riso del tipo Calasparra
250 g di fagioli bianchi secchi
500 g di altri fagioli freschi
1 pollo di circa 1,5 kg
1 coniglio pulito
4 cucchiai di olio d'oliva
24 lumache pulite
1 kg di fagiolini
250 g di pomodori pelati tagliati a cubetti
2 spicchi d'aglio tritati finemente
2 g di zafferano in polvere
sale e pepe


Mettete a bagno per una notte i fagioli bianchi, scolateli il giorno dopo. Lavate il pollo e il coniglio, asciugateli e tagliateli in pezzi piccoli. Condite con sale e pepe.


Scaldate l'olio d'oliva in una padella per paella, rosolate il pollo e il coniglio a fuoco medio su tutti i lati, poi aggiungete le lumache e fatte andare ancora per un po'. Togliete della padella la carne e le lumache e mettete da parte.


Mettete i fagiolini, i pomodori e l'aglio nell'olio e rosolateli. Aggiungete i fagioli bianchi, versate 2 1/2 litri d'acqua. Lasciate cuocere per 10 minuti.


Unite il riso e il zafferano e mescolate bene. Cuocete per 10 minuti a fuoco alto, poi aggiungete la carne e le lumache e continuate la cottura per altri 10 minuti a fuoco basso finché l'acqua non è evaporata. Cuocete ancora 2 minuti finché si forma una leggera crosticina (socarrat)


I segreti della Paella sono tre:
- Il tipo di riso Calasparra è un riso di chicco rotondo e piccolo molto resistente alla cottura.
- Il fuoco. L'ideale sarebbe utilizzare un fuoco a legna. Io utilizzo un spargi-fiamma.
- La pacienza. Non mescolate il riso quando è al fuoco. Se vedete che non è cotto e manca acqua aggiungete un bicchiere di acqua calda. Ma, sopratutto, non mescolatelo

giovedì 22 luglio 2010

Crocchette di formaggio Cabrales

Il Cabrales è un formaggio erborinato tipico dell'Asturias di potente sapore tipo Gorgonzola a partire di latte di mucca, capra e pecora.


Se non trovate il formaggio Cabrales lo potete sostituire per Gorgonzola o Rocquefort.


























150 gr. di formaggio Cabrales
75 gr. di formaggio crema tipo Philadelphia
150 gr. di farina
150 gr. di burro o margarina
1 lt. di latte
Noci a pezzettini
Sale e pepe


Per impanare:
Uova sbattute
Pane grattugiato
Farina 


Olio per friggere


Fatte una besciamella squagliando il burro o la margarina in una padella. Aggiungete la farina e lasciate cuocere per un po'. Aggiungete il latte a temperatura ambiente o tiepido pian piano così che la massa lo assorba e non si facciano grumi. Una volta aggiunto tutto il latte, senza smettere di mescolare, lasciate cuocere fin che la besciamella si stacchi dei bordi della padella. Allora aggiungete il Cabrales e il formaggio in crema e mescolate bene finché si mescoli perfettamente. Tenete nel fuoco ancora per qualche minuto e rettificare di sale e pepe, stando attente per che i formaggi sono già saporiti.


Una volta fatta la massa aggiungete le noci e mescolate bene, dopo di che lasciate raffreddare il tutto completamente.


Una volta fredda prendere una piccola quantità (un cucchiaio), dargli forma, passate per la farina, le uova sbattute e il pane grattugiato e friggere in abbondante olio caldo. Lasciate riposare su carta assorbente.



mercoledì 21 luglio 2010

Montaditos di formaggio e fragole

Le tapas in generale non devono essere per forza tradizionali. Ultimamente si trovano veri e propri capolavori fatti in un solo boccone. I montaditos sono ideali anche come finger-food. 


Per a chi piace il contrasto dolce-salato.




24 fette di pane tipo baguette di 1 cm di spessore circa
24 foglie si lattuga (quella che preferite)
12 fragole grosse tagliate a lamine
24 fette di formaggio brie
24 fette di olive nere senza l'oso
Maionese per spalmare sul pane


Spalmate un sottile strato di maionese sulle fette di pane e mettete le foglie di insalata accuratamente lavata e asciugata. Poi mettete alcuni strati di fragole pulite per bene e una fetta di formaggio. Guarnite con le lamine di olive nere e collocate in un piatto di portata.

Questi montaditos possono essere preparati in anticipo. Coprite con film e conservate in frigorifero, di dove li dovete tagliere un po' prima per farli perdere l'eccessivo freddo e fare che il formaggio sia alla temperatura adatta.





Shot di ajoblanco con uve

Il Ajoblanco è una zuppa fredda molto popolare nella cucina andalusa. Si crede che i suoi origini siano della cucina del'Al-Andalus dovuto a che il suo ingrediente principale sono le mandorle. 

Qua ve la presento in piccoli shot per poterla servire come tapa.


















Per 6 persone:
200 gr. di mandorle tritate
2 dl. di olio di oliva 
100 gr. di pane duro grattugiato 
Aceto di vino dolce (se possibile di Jerez)
Acqua molto fredda per dare la densità desiderata
1 spicchio d'aglio
uva pelata
sale e pepe


Tritate nel minipimer tutti gli ingredienti tranne l'uva. una volta tritato, aggiungete l'acqua fredda fino la densità che desiderate. Mettere la crema in tazze piccole e metterle nel frigorifero a raffreddare.


All'ultimo momento aggiungete un paio di uva bianche senza semi e pelata.


Servire freddo!!

Montadito di formaggio di capra con confit di cipolla

I "montaditos" sarebbero i predecessori del panino. Consiste in appogiare una porzione di cibo su una fetta di pane. Sono ideali per cene in piedi o per piccoli aperitivi.

Questa sarebbero due ricette in una, da una parte la marmellata di cipolle, dall'altra il montadito con essa.


La marmellata potete anche comprarla se non avete tempo, ma vi consiglio di provare questa ricetta, è facilissima!


Spero vi piaccia!














Per i "montaditos"
12 o 24 fette di formaggio di capra fresco tipo tomino cilindrico
12 o 24 fette di pane integrale 


Per la marmellata:
6 cipolle grandi
400 gr. di zucchero
1 dl. e 1/2 di vino bianco
1 rametto di rosmarino
olio di oliva




Per fare la marmellata soffriggete le cipolle sbucciate e tagliate a julienne per 10 minuti. Aggiungete il vino, il rosmarino, lo zucchero e cuocete per 20 minuti. Poi, mettete in vasetti, coprire e lasciare a testa in giù fino che si raffreddino.

Conservate in luogo fresco e asciutto o in frigorifero e lasciateli almeno 15 giorni prima di mangiare. 

Una volta che abbiamo fatto la marmellata di cipolle, mettete su ogni fetta di pane una fetta di formaggio di capra, dopo un cucchiaio di marmellata di cipolla e mettetelo e scaldarlo un momento nel forno. Si può anche servire a temperatura ambiente.

domenica 18 luglio 2010

Banderillas




La Banderilla è una delle più tipiche tapa della Spagna, e anche una delle più facili da fare. Consiste in infilare in un stuzzicadenti lungo alcuni ingredienti sottaceto come se fosse un spiedino. 

Vi posto la ricetta tradizionale ma ce ne sono tante come volete, dipende della vostra immaginazione!!

Vi sconsiglio di abbinarle al vino dato che l'acidità del aceto ne rovinerebbe il sapore.













Cipolline da cocktail
Cetriolini tagliati a fette spesse
Olive
Peperone rosso, può essere crudo o sottolio (io preferisco crudo)
Acciughe
Carote sottaceto
Guindillas (Peperoni lombardi piccanti)

Stuzzicadenti lunghi.



Lavate il peperone e tagliatelo a quadrettini. Tagliate a fette spesse i cetriolini, le guindillas e le carote.

Prendete un stuzzicadenti lungo e infilate gli ingredienti uno a uno alternando i colori.

La sua caratteristica è il mix del'acido dei sottacetti e il piccante della guindilla



Las Tapas

Le Tapas hanno la loro origine nel Sud assolato della Spagna, dove si mangia volentieri all'aperto e si beve abitualmente un bicchiere di Jerez, il cui profumo intenso attira gli insetti. Ecco perché si è presa l'abitudine di coprire (tapar) il bicchiere con un piattino a mo' di tappo (tapa) in cui si ponevano bocconcini sfiziosissimi.
Si dice che tale usanza sia stata introdotta da un cameriere di Re Alfonso X Il Saggio che “tappò” il bicchiere di vino del Re con una fetta di Jamon per evitare che la sabbia del mare di Cadice, sollevata da una folata di vento, lo intorbidisse

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